martedì 26 luglio 2011

Genova

Sono molto scosso. Vivere i fatti di Genova, gli orrori, l'assurda violenza della polizia, l'inciviltà nella caserma Bolzaneto, i pestaggi nella scuola Diaz, è stata un'esperienza forte.
Consiglio a tutti di guardare la puntata di Blu Notte dedicata a questi avvenimenti. E' un'ottima rilettura, senza commenti inopportuni. Solo fatti.

Ecco la prima parte (su YouTube c'è la versione integrale in 14 parti):



Questo è il prezzo per manifestare le proprie idee? E' giusto colpire migliaia di persone per colpa di qualche decina di infiltrati che manifestanti non erano?

Gesù aveva le idee chiare in merito:
« Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio. »

A Genova per raccogliere la zizzania è stato sradicato solo il grano.

martedì 5 luglio 2011

Consapevolezza

Le mucche pezzate valdostane che ruminano placide nel prato realizzano la loro virtus senza grandi giri di testa, come quei larici contorti e testardi che il vento e le valanghe non sono riusciti a sradicare e che hanno saputo crescere e stendere i loro alti rami sul pendio in cui il vento li ha posati, senza grandi opposizioni, senza maledire il fato che li ha fatti crescere in ripide e scoscese ripe... Noi, invece, passiamo gran parte della nostra vita a lamentarci di ciò che non siamo riusciti ad essere...
Se dedicassimo un terzo del tempo che impieghiamo nell'analizzare ciò che in noi, nel lavoro che svolgiamo, nella città che abitiamo, non funziona, per prendere invece consapevolezza che siamo preziosi agli occhi di Dio, la nostra vita davvero cambierebbe.

Abbiamo tutta la vita per imparare a vivere. Tutta la vita per imparare a credere e amare. Invece ci percepiamo sempre come arrivati, viviamo con frustrazione e fallimento gli episodi che palesano e misurano le nostre fragilità e la strada che ancora dobbiamo percorrere. Se è così, se davvero la vita è percorso, non mi spavento se devo imparare, non mi lamento se fatico e sudo, non mi scoraggio se per salire, talvolta, devo scendere per poi risalire.

Sempre attenti (tanto, troppo) a vedere le cose che non funzionano, senza pensare al fatto che in questo momento non funzionano. La vita non è una trincea da cui difendere col moschetto le nostre posizioni, tutti tesi a minimizzare o mascherare i nostri difetti. E' splendido pensare che siamo in costruzione.

(Paolo Curtaz, Cristiano stanco?)
 Quando precipito verso il fondo, è sempre bello il momento in cui inizia la risalita. Il mio errore è credere stupidamente che la prossima volta non scenderò, non mi ridurro nello stato in cui sono adesso. Imparerò, ne sono sicuro, ad accettare questi momenti come punti di svolta nel sentiero della vita.